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December 14 Il Dopo?Esisterà il dopo? Un dopo? Esiste sempre un dopo.. dopo un anno arido.. di emozioni.. e di ispirazioni.. ci sarà un dopo?
Per ora l’Astronauta continua ad essere perso tra regioni sconosciute dello spazio profondo.. dove nessuna delle sue mappe stellari è riconoscibile.. chissà se ritornare indietro nel tempo.. a 5-6 mila anni fa.. a quando gli egiziani stavano progettando e costruendo le piramidi possa esser d’aiuto..
Ricordo di averlo letto su un libro.. anni fa.. ‘Il Segreto di Giza’.. il sito dove si trovano le tre piramidi più famose al mondo..
Un progetto molto accurato.. quasi inspiegabile per gli uomini.. addirittura sovrannaturale.. alieno..
Le tre piramidi.. Cheope.. Chefren.. e Micerino.. disposte come le tre stelle che costituiscono la cintura di Orione.. e il fiume Nilo che rappresenta la Via Lattea..
Ecco ciò di cui l’Astronauta avrebbe bisogno.. di una mappa stellare in cui risplendessero.. Alnitak.. Alnilam.. Mintaka.. e un fiume ininterrotto di stelle..
Il dopo potrebbe, dunque, mai riprendere da un.. prima? ![]() March 26 Indifferenza?? No grazie!!Capitano quelle giornate in cui decidi di cambiare un’abitudine.. magari solo per una volta.. e senza un motivo vero e proprio.. Oggi anziché fare colazione a casa come da un po’ mi capita di fare.. sono andato all’autogrill.. quello che per anni mi ha visto prendere cappuccino e brioches..
Bene oggi nulla faceva supporre che questa colazione mattutina fosse diversa dalle molte altre in passato..
Invece quando sono uscito dall’autogrill.. con un buon sapore di cappuccino sulle labbra.. e sono salito in auto.. e ho alzato lo sguardo dal cruscotto dove avevo appena inserito la chiave di accensione..
Lui era lì.. un uomo di mezza età.. qualche metro più in là del cofano della mia auto.. vedevo solo il busto.. era a terra.. seduto.. con un braccio cercava di alzarsi.. ma prima non c’era!!
Poi guardo poco oltre.. e vedo la portiera della sua auto spalancata.. lì per lì ho pensato che fosse scivolato uscendo dall’auto.. Ma poi vedo che non riesce ad alzarsi.. alcune persone passano poco distante.. ma non notano nulla..
Quando capisco che qualcosa non va.. spengo l’auto.. scendo e mi avvicino.. chiedo se va tutto bene.. se si sente male..
Con filo di voce.. sofferente.. mi dice che è caduto.. che ha delle vertigini.. e subito mi dice.. di cercare i suoi occhiali.. che gli sono caduti.. erano ad un paio di metri.. lui cerca di alzarsi.. ma non ci riesce..
Pioviggina leggermente.. e l’asfalto del parcheggio dell’autogrill è tutto bagnato.. cerco di aiutarlo ad alzarsi ma non ce la faccio.. guardo verso l’ingresso dell’autogrill e vedo una persona che ne sta uscendo.. mi guarda e capisce che ho bisogno di aiuto..
Si avvicina e insieme riusciamo a far sedere all’interno dell’auto questa persona.. Gli chiedo se vuole che chiami il 118 ma lui dice di no.. di aspettare che magari ora gli passa..
Gli chiedo se soffre di qualche disturbo.. nel frattempo la sua voce si rompe in singhiozzi.. inizia piangere.. lo spavento.. la tensione.. io non dico nulla.. lo lascio piangere.. a me piangere fa bene.. specie quando la tensione è alta..
Quando si calma un po’ chiedo se vuole avvisare qualche parente.. ma lui ancora singhiozzante.. mi dice che non ha nessuno..
Nel frattempo la gente passa e quasi non si accorge di nulla.. poi mi chiede di trovargli il cellulare.. ma sul sedile anteriore non riesco a trovarlo..
Allora mi faccio dire il suo numero.. se lo ricorda.. lo compongo nel mio cellulare e faccio la chiamata.. il cellulare inizia a suonare.. ma non riesco a trovarlo.. poi mi avvicino a lui.. e il suono viene dalla tasca della sua giacca..
Lui cerca un numero tra alcuni foglietti che ha nel portafogli e cerca di comporre un numero.. ma non ce la fa.. allora glielo compongo io..
A chi risponde dall’altra parte dice di essere il dott. …….. e di essere un paziente in cura dalla D.ssa ……….. inizia a spiegare cosa gli è accaduto e gli viene di nuovo da piangere.. Mano a mano che parla però.. capisco che è un medico.. i termini che usa con il suo interlocutore.. la voce che da singhiozzante si fa più ferma.. precisa.. professionale.. Il suo interlocutore gli suggerisce di chiamare il 118 e di farsi portare al pronto soccorso..
Lui riaggancia la telefonata e mi chiede di chiamare..
Chiamo il 118.. e dall’altra parte l’operatore mi chiede più e più volte il luogo dove ci troviamo..
Io per un attimo penso di rispondere stizzito.. “Signora! Faccio questa strada da più di 8 anni!! Sono certo che mi trovo all’autogrill di Lainate sulla milano-laghi in direzione milano!”
Ma poi penso anche che probabilmente.. anzi sicuramente.. molto spesso gli operatori del 118 si trovano a fare i conti con indicazioni sbagliate.. o approssimative.. e che anche pochi minuti di ritardo potrebbero essere.. non in questo caso fortunatamente.. vitali..
Dopo pochi minuti dalla chiamata l’ambulanza arriva.. gli operatori del 118 si avvicinano.. io mi allontano per farli lavorare..
Mentre misurano la pressione arriva un’auto della polizia.. gli operatori del 118 decidono di provare ad alzare l’uomo dal sedile.. per portarlo nell’ambulanza.. io mi avvicino per aiutarli.. perché non ce la fa a stare in piedi.. mentre l’uomo viene messo sulla barella.. il poliziotto si avvicina e mi chiede se sono un parente.. o conoscente..
Io rispondo di no.. che mi trovavo lì per caso.. loro mi dicono che si occuperanno loro dell’auto.. e che io posso andare..
Risalgo in auto.. è passata più di mezzora.. arriverò sicuramente in ritardo.. e ci sarà molto traffico ormai in tangenziale..
Ma che importa!!
March 05 Il bivio..Sono così tanti giorni che non scrivo.. giorni in cui tanto è successo.. giorni in cui avrei voluto scrivere.. raccontare.. sfogarmi.. urlare..
Ma non usciva nulla.. era tutto dentro di me.. un concentrato di ansia.. rabbia.. frustrazione.. e poi.. e poi nei giorni immediatamente dopo il fattaccio.. nell’impeto di ripulire il pc dalle mie cose.. nella decisione di lasciarlo in azienda.. molte cose ho cancellato.. molte le ho copiate su diversi cd.. ma nella cecità della rabbia.. il file di word dove tutto ciò che ho scritto e pubblicato su questo blog.. anzi qualcosa che ho scritto.. qui non compare.. è finito anch’esso nella spazzatura cibernetica..
Presagio? Destino? Qualcosa che doveva cambiare? Ed alla fine è cambiato? Non saprei..
Sta di fatto che ora sono qui.. a scrivere sulla pagina 1 di un nuovo file.. che tra poco dovrò salvare.. ma a cui non so ancora che nome dare..
Non scriverò di questi 20 giorni di silenzio.. troppo complicato.. troppo lontano nel tempo dovrei tornare..
Torno a scrivere quello per cui questo blog continua a vivere.. il mio vagare per questa terra in sella ad una moto.. la mia moto.. la mia astronave Alkadia.. ed io.. il suo astronauta terreste..
Ieri è stata l’occasione per uno dei nostri giri.. per sfogare.. il mio tumulto interno degli ultimi giorni.. e le sue.. lunghe giornate chiusa dentro ad un box..
E appena saliti in sella.. la nostra idea è stata anche l’idea di molti altri.. l’autostrada che portava in direzione di Genova era piena di moto..
Noi però non arriviamo fino a Genova seguendo l’autostrada.. la meta è si il mare.. ma arrivandoci attraverso le mille curve che scavalcano gli appennini liguri..
Così usciamo a Serravalle.. prendiamo per Gavi.. percorriamo il crinale che porta a Parodi Ligure.. dolci colline.. distese di vigneti.. alberi spogli.. e alberi punteggiati di petali bianchi.. rosa pallido.. rosa intenso..
All’inizio mi faccio prendere un po’ la mano ed abbiamo subito un incontro ravvicinato con un’auto che proveniva dal senso opposto..
Poi l’andatura riprendere ad essere quella di molte altre gite.. Alkadia ci culla tra una curva e la successiva..
Anche quando da dietro una curva sbuca un auto della polizia.. ferma a bordo strada.. alkadia non si scompone.. L’agente fa un leggero balzo in avanti.. come volesse fermarci.. poi si rende conto che lei non è uno di quei missili terra-terra che la domenica vengono sparati senza controllo..
Fa un passo in avanti.. e poi ci guarda.. alkadia esce dalla curva con una leggera accelerazione che le fa disegnare una sinuosa s per impostare la curva successiva.. a destra..
L’agente probabilmente ci sta ancora guardando.. io e lei siamo già oltre.. i miei pensieri sono già oltre..
Scendiamo ad Acqui Terme e proseguiamo per il Sassello.. un punto di ritrovo per i motociclisti liguri.. e non solo..
Veniamo superati da due motociclisti.. moto potenti.. piloti multicolore nelle loro tute di pelle..
Quando inizia la salita al Sassello.. non sono troppo lontani.. qualche decina di metri.. e nelle prime curve.. non ci staccano.. il leggero spavento dell’incontro ravvicinato di prima.. è passato.. così.. setto le sospensioni di alkadia su sport.. e un colpo di gas per raggiungerli.. loro vanno fluidi.. noi gli stiamo dietro.. la velocità di percorrenza di curva aumenta.. e l’asfalto scorre un poco più vicino..
Ad un bivio le nostre strade si dividono.. l’andatura torna ad essere un rollio dolce.. e i pensieri scorrono di nuovo nella mia mente..
Così due vite.. ad un bivio si dividono.. e qualcosa di nuovo nasce..
February 15 Apollo 13Houston abbiamo un problema...
Mercoledì 21 Febbraio 2007
Houston siamo riusciti a risolvere il problema.. ripeto.. siamo riusciti a risolvere il problema..
dobbiamo ancora verificare che tutti i sistemi siano operativi.. ma..
la Missione Speranza può continuare..
![]() December 31 La Torre di BabeleUn episodio della Bibbia.. nel libro della Genesi.. racconta della volontà degli uomini, che al tempo parlavano tutti la stessa lingua, di unirsi a Dio. E per fare ciò iniziarono la costruzione della torre.. per poterlo raggiungere in cielo.
Ma Dio.. che aveva ordinato ai popoli della terra di dividersi e di popolare tutta la terra.. interpretò l’intenzione degli uomini come la volontà di disubbidire alla sua volontà.. e così fece in modo che ogni abitante della terra parlasse una lingua diversa.. così che la torre non potesse essere terminata..
Una punizione che Dio inflisse agli uomini, colpevoli di un atto di superbia.. per aver cercato di alzarsi al cielo.. Dopo millenni da questo episodio.. la lingua divide ancora gli uomini.. ma non solo.. Anche tra persone che parlano la stessa lingua.. spesso ci sono fraintendimenti.. e incomprensioni.. Nazioni possono dividersi
sul significato della parola giustizia.. molto utilizzata in questi giorni.. Due persone possono allontanarsi sul significato della parola.. Amico..
December 06 Men at works!Letteralmente.. uomini al lavoro.. ma il vero significato è.. Lavori in corso.. questo cartello da un paio di settimane avrebbe dovuto essere appeso fuori dalla porta di casa mia.. dopo 8 anni.. un piccolo restauro andava fatto.. anche perché un bel giorno di un mesetto fa circa.. uno dei faretti della sala era andato in corto. A causa dell’alta temperatura che si sviluppa nelle luci alogene.. i fili elettrici si erano ‘cotti’ e non c’era possibilità di sostituirli con nuovi..
Decidiamo così di sostituirlo e.. un sabato pomeriggio entriamo così in un negozio di lampadari.. lo stesso dove anni prima avevamo comprato il faretto.. Nel mezzo di una miriade di lampadari.. pseudo kitch.. simil vetro soffiato.. autentica rumenta.. per dirla alla Gabibbo..
Non c’è quasi nulla che mi piace.. solo uno attira la mia attenzione.. perché è.. strano.. una rete di sottili tubi di rame ondulati.. con nei punti di intersezione.. piccole luci puntiformi.. simili alle luci degli addobbi natalizi.. Chiediamo un po’ di spiegazioni al commesso del negozio.. e poi ritorniamo a casa per vedere se ci sta nel punto della parete dove c’era il vecchio..
Non prima però di aver dato un occhiata sfuggevole al cartellino del prezzo.. e come spesso accade.. ciò che attira la mia attenzione è anche la cosa più costosa.. Fatte un paio di misure.. il nuovo lampadario non ci sta..
Decidiamo allora di spostare il faretto rimasto.. ‘orfano’.. nel punto dove c’era il suo fratello gemello.. e mettere il nuovo al suo posto.. Ma quando lo stacco dalla parete i fili dietro erano ‘cotti’ quasi allo stesso modo dell’altro e quindi presto ci saremmo trovati nella stessa situazione..
Decidiamo così di sostituirli entrambi e.. il sabato successivo ritorniamo al negozio per vedere se c’è qualcosa di carino che c’era sfuggito.. Alla fine usciamo dal negozio con un nuovo faretto molto semplice.. e ordiniamo la rete metallica con le lucine puntiformi..
Ma prima di poter iniziare i lavori.. alcuni lavori preparatori sono necessari.. bisogna chiudere i buchi dei tasselli dei vecchi faretti.. e tinteggiare il muro nel punto dove erano fissati.. a primavera l’imbianchino aveva lasciato un barattalo di tempera.. Così.. un paio di settimane fa.. eccomi improvvisato muratore.. imbianchino.. elettricista..
Ho tutto il necessario? Dunque.. malta a presa rapida per tappare i buchi.. spatola per lisciare il muro.. rullino per imbiancare.. e pittura.. c’è tutto!!
Tolto il cappello di carta dell’imbianchino..
C’è da verificare di avere tutti gli attrezzi che servono a completare il lavoro.. così ecco..
Trapano con un serie di punte.. cassettina degli attrezzi.. con cacciaviti vari.. pinze.. martello.. metro a nastro.. tasselli..
eccomi così alle prese con collegamenti elettrici.. trasformatori toroidali.. e i soliti maledetti fili elettrici che chissà perché.. sono sempre quei pochi millimetri troppo corti!!!
E volete che tutto fili via liscio??? Ma nemmeno per sogno.. e così capita che mentre sto cercando di spellare un filo elettrico.. la forbice scivoli di pochi cm.. e anziché il filo spelli il mio dito indice..
Piccola pausa con il dito sotto l’acqua fredda.. una garza.. un po’ di cerotto.. e si può continuare..
Ma… avete mai fatto caso a quanto sia importante il dito indice della mano?? Riuscire a continuare a lavorare con il dito indice della mano sinistra rivolto verso l’alto non è affatto facile..
Mi veniva in mente quando si sorseggia una tazza di caffè.. o di the.. con il dito mignolo sollevato.. una raffinatezza!
Ecco io sembravo molto un… raffinato elettricista!
E così dopo un paio di cambi medicazione.. alla sera poco prima di cena.. il lavoro è finito..
L’ingresso ha il suo nuovo faretto..
E in sala.. una piccola porzione di cielo stellato verticale..
Ma non è mica finita.. perché.. visto che siamo in ballo.. continuiamo a ballare!!
La stanza.. o meglio l’ufficio di mia moglie ha bisogno di un nuovo lampadario.. perché quello che c’è non fa molta luce.. e ci sarebbe bisogno anche di un paio di faretti che illuminino la postazione di lavoro..
Così.. via di nuovo!! Questa volta all’Ikea!! Perché quella è la stanza Ikea.. tutto lì dentro è Ikea.. poteva mai il lampadario non essere Ikea! Comprati lampadario e faretti nuovi.. si torna a casa.. e nel primo pomeriggio Capitan Elettroshock è di nuovo all’opera!!
Questa volta però senza incidenti di percorso!!
E così per l’ora del the.. anche l’ufficio traduzioni aveva il suo lampadario nuovo..
Mentre per quanto riguarda i faretti sopra alla postazione di lavoro.. beh.. c’è da collegarli insieme.. far scendere un cavo verso la presa di corrente a terra.. e inserire un interruttore per l’accensione simultanea..
il pomeriggio del mio compleanno saprò cosa fare..
Si perché da domani.. dopo tanto duro lavoro.. sarò a rilassarmi qui!!
October 04 Apatia.....in fin fine apatia vuol dire senza sofferenza ( è la traduzione letterale )...
vuol dire semplicemente lasciare per un attimo che le cose accadano senza di me... September 26 Un indigestione di curve..Si potrà dire così? Credo di si.. ora che devo stare un po’ controllato per via del colesterolo alto.. del fatto che durante la vacanza in Norvegia un paio di chiletti li ho presi.. credo che l’indigestione di curve.. e di moto.. sia la sola cosa che mi può fare bene..
Così dopo aver fatto la spesa e le pulizie a casa.. preparato lo spazzolino e il pigiama dentro le borse.. sabato pomeriggio le ruote di Alkadia giravano verso sud.. con destinazione Parma..
L’itinerario non mi era ben preciso.. sapevo che volevo andare a fare il Passo della Cisa.. che non avevo mai fatto.. lo spunto me l’ha dato un bellissimo libro.. una specie di guida turistica.. una serie di itinerari turistici da fare in moto.. a dire la verità i libri sono due.. uno riguarda le Alpi.. l’altro gli Appennini del nord.. un bellissimo regalo.. anche se molte delle strade proposte le ho già fatte.. già so che molte delle prossime future gite.. prenderanno spunto da quegli itinerari..
Così alle 15:30 Alkadia viaggiava verso Fornovo.. da dove inizia la statale 62 della Cisa.. appena fuori dall’autostrada già capisco che tipo di strada sarà.. davanti a noi c’è un motociclista.. in sella ad una Ducati.. stivali in pelle nera.. tuta di pelle.. casco multicolore.. lo seguiamo.. eh si.. la prima impressione era giusta.. uno dei tanti emuli di Valentino Rossi.. lungo in viale che attraversa Fornovo si sistema.. prima allunga la gamba destra per sistemare la protezione.. poi la sinistra.. poi si alza in piedi sulle pedane per sistemare quel coso che a noi uomini ciondola in mezzo alle gambe..
Alla prima curva inizia il ‘giro di qualificazione’.. dopo un paio di curve già non lo vedo più..
Io salgo tranquillo.. la strada non la conosco per nulla.. e poi l’asfalto non è dei migliori.. in alcuni punti è sconnesso.. e io non ho molto feeling..
La prima sosta è a Bardone.. dove la guida cita una antica Pieve Romanica del XI secolo.. il paese è proprio di quattro case e le poche persone che ci vedono arrivare ci guardano quasi vedessero un astronauta atterrare con la sua astronave..
Su tutto il paese domina il campanile della Pieve.. un cartello fuori dalla porta ci informa che il parroco è ammalato e che la messa della domenica non verrà celebrata.. così sfuma la possibilità di vederla dentro.. peccato..
Riprendiamo la statale della Cisa e dopo pochi km arriviamo ai ‘box’ di questa pista improvvisata per emuli di Valentino Rossi & Co.
Un bar su un curvone a destra.. una marea di moto di ogni genere parcheggiate un po’ ovunque.. e la gente che parla di gomme.. di motori.. di sospensioni.. il vociare viene interrotto solo quando da lontano si sente l’urlo feroce di qualche moto che arriva.. allora come in un riflesso incondizionato le teste di tutti si girano.. per vedere come farà la curva.. se si sentirà lo stridore delle pedane sull’asfalto.. se si vedranno le scintille.. oppure.. se sbaglia la curva.. arriva lungo.. e abbatte un po’ delle moto parcheggiate..
Io Alkadia l’ho parcheggiata all’interno della curva.. non si sa mai.. proprio a fianco ad un'altra bmw che mi piace.. ma che è forse troppo alta..
Verso le 17 riprendiamo la strada.. non prima di aver fatto una foto alle moto..
La strada sale ancora verso il culmine del Passo.. ma è sempre molto sconnessa.. la discesa invece è migliore.. è un po’ più larga.. e un po’ più liscia.. e così il feeling con Alkadia ritorna.. e mi diverto a disegnare le ESSE che si susseguono una dopo l’altra..
Per la sera ci fermiamo a Pontremoli il paese sembra carino.. con una parte vecchia fatta di piccoli vicoli lastricati e dalle case di pietra..
Alkadia riposa al coperto a fianco di un'altra bmw targata Genova.. e noi facciamo un giro per il paese.. alla ricerca di un posto carino dove cenare..
Che troviamo nell’Osteria della Bietola.. un minuscolo ristorante dove trovano posto una decina di tavoli.. e dove un buffo signore ci illustra il menù.. ci farà sorridere poi.. sentire che ad ogni avventore la descrizione del menù è sempre la stessa.. quasi fosse un disco rotto..
Il piatto tipico Pontremolese sono i Testaroli al pesto.. squisiti!!! Poi un piatto di costine di agnello impanate e un insalata..
Un giro tra gli stretti e bui vicoli del paese fino al Castello.. e poi si torna verso l’albergo..
La mattina successiva scendo a sistemare Alkadia e una serie di impronte di zampette sono il segno che la sua sella è stata il comodo letto di un gatto viziatello..
L’itineario della domenica mattina lo improvviso.. ci sono alcune belle strade che voglio fare.. di quelle dove si può fare indigestione di curve..
Inizio salendo verso il passo del Brattello.. poche curve e la strada sinuosa.. si tuffa all’interno di un bosco di castagni.. dove grappoli di ricci color verde chiaro.. piegano i rami degli alberi..
La strada scende a Borgo Val di Taro, da qui giriamo verso Sestri Levante e il mare..
Non prima però di aver fatto il Passo Cento Croci e aver ammirato la Val di Vara..
E aver disegnato ancora un po’ di curve sul Passo del Bracco.. dove il profumo dei pini marittimi e la vista del mare.. ci mettono una gran fame..
Un piatto di acciughe salate.. e un fritto misto placano gli urli dello stomaco.. e siamo pronti per il dessert..
Non un tiramisù.. nemmeno una coppa di gelato.. né tanto meno una ciotola di ciliegie.. ma… un altro festival di curve!!!
In particolare la sequenza.. che io e alkadia conosciamo molto bene.. di Valfontanabuona.. Val Trebbia e Passo Penice..
Qui veramente abbiamo dato il meglio di noi stessi.. Alkadia mi dava sicurezza e io ad ogni curva spingevo un pochino di più.. un pochino di più nel piegare in curva.. un pochino di più sulla pedana per mantenerla in traiettoria.. un pochino di più sull’acceleratore per farla scappare via veloce dalle curve..
Una sosta a Bobbio per far passare i giramenti di testa dall’ubriacatura delle curve in Valtrebbia.. dove nella piazza del paese assistiamo alla pigiatura dell’uva con i piedi.. meno male che non mi piace il vino.. perché mi è venuto da pensare se i piedini delle fanciulle che piagiavano l’uva erano puliti o meno..
L’ultimo pezzo della nostra indigestione di curve è il passo del Penice.. paradiso dei motociclisti della padana..
Quando arriviamo in cima al Passo in discesa mi accodo ad un gruppo di moto sportive.. alcune hanno il passeggero altre no.. e decido di provare a stare al loro passo..
Che Divertimento!!! Vedere questi che aumentavano sempre più l’andatura.. tagliavano alcune curve.. facevano sorpassi un po’ azzardati per cercare di lasciarmi indietro.. ma ogni volta che guardavano negli specchietti vedevano la sagoma della mia libellula rossa da quasi 3 quintali che li seguiva senza perdere un metro di strada..
Arrivati a Varzi.. forse esasperati dall’aver tentato in tutti modi di lasciarmi indietro.. si fermano ad un distributore.. forse per far benzina.. forse per riprendere fiato..
Io continuo.. non sono riuscito a vederlo.. ma credo che il sorriso di Alkadia fosse pari al mio sotto il casco..
Ora posso ammetterlo.. questa gita l’ho fatta per sfogarmi.. l’ho fatta.. soltanto per me..
July 25 Arrivederci Aida.. Benvenuta Opera!Ebbene si.. la sera della mia prima è arrivata.. anzi.. è già passata.. domenica è stata davvero.. diversa dal solito.. non perché abbia fatto una cosa che ancora non avevo mai fatto.. vado spesso a vedere spettacoli.. ma questa è stata la prima volta che assistevo ad un opera lirica..
E che opera lirica!! L’Aida.. musiche di Giuseppe Verdi..
E forse non poteva esserci contesto migliore per andare ad assistere ad un opera così famosa.. se non l’Arena di Verona..
L’ambientazione e la possibilità di allestire una scenografia che era allo stesso tempo.. semplice.. e maestosa.. ha permesso di creare una suggestione bellissima..
Semplice perché a parte qualche sfinge su piedistallo.. il palcoscenico era arredato di una sola.. enorme.. imponente.. piramide..
Che ruotando su stessa.. aprendo porte sugli spigoli.. illuminata da luci sempre diverse.. dava ad ogni scena.. un misticismo unico.. evocando.. sfarzosità.. o mistero..
Il tutto condito da bellissimi costumi..
L’unica nota ‘stonata’.. il fatto che la grandezza dell’Arena non consentiva di sentire bene gli attori sul palcoscenico..
Specie quando a cantare erano Aida.. e Amneris..
All’inizio ho cercato di concentrarmi sulle parole.. con l’aiuto del libretto.. per seguire lo svolgersi delle scene..
Ma era proprio difficile.. l’impostazione della voce.. la musica.. la distanza.. non consentivano di capire.. le parole..
Allora mi sono concentrato solo sulla musica.. sul movimento degli attori sul palcoscenico.. sulla loro interpretazione mimica.. e ho lasciato che il resto lo facesse la mia fantasia.. lo facessero le mie emozioni..
E allora ecco..
Radames con il cuore in tumulto.. fiero di aver vinto la battaglia contro il nemico.. malinconico perché il re dei nemici, fatto prigioniero, è il padre della sua amata Aida..
Aida, ingannata da Amneris, che, credendolo morto in battaglia.. disperata confida alla sua rivale in amore.. il sentimento forte che prova per Radames..
La disperazione di Aida che, spronata dal padre, capisce di aver condannato a morte il suo amore per avergli estorto il segreto dell’attacco egiziano agli etiopi..
L’impotenza di lui che rinchiuso nella sua tomba eterna.. scopre lei lì.. con lui.. destinati alla morte.. uniti per sempre..
Il più bello dei mariIl più bello dei mari
è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto. - Nazim Hikmet - July 10 Alkadia è malata…Oggi pomeriggio porterò Alkadia dal ‘dottore’.. da qualche giorno.. dall’ultima scorribanda vissuta insieme.. ho notato che qualcosa in lei non andava come doveva..
Non aveva la vivacità di sempre.. saliva lungo le strade di montagna con un che di stanchezza.. il suo motore non lo sentivo pronto e potente come le altre volte..
Giravo la manopola del acceleratore.. ma i suoi cento e più cavalli non uscivano dal suo cuore di acciaio..
Era come senza fiato.. i giri salivano.. ma la spinta poderosa a cui mi aveva abituato.. non c’era..
Allora sono rimasto ad ascoltarla per quasi tutto il week end.. ogni minima sensazione che percepivo in salita.. in discesa.. lungo una curva..
Fino a quando ho capito che era la frizione che non andava come doveva.. slittava.. cosicché Alkadia non riusciva dare il meglio di sé..
Ma stasera sarà tra le mani di chi potrà restituirmela di nuovo perfetta come prima..
Pronta per farmi vivere ancora mille e più emozioni.. anche solo guardandola immersa nella natura..
April 03 Ma ne vale la pena?Dopo un sabato passato chiuso in casa per cercare di far passare un raffreddore scoppiato all’improvviso.. ieri.. proprio non ce l’ho fatta a dire no.. la giornata si preannunciava splendida.. già alle 8 di mattina quando ho aperto le imposte della cucina.. l’aria era frizzante.. il cielo limpido.. una leggera foschia per via della leggera pioggia di sabato pomeriggio..
E pur non avendola forzata troppo.. mia moglie, anche lei raffreddata come me, credo abbia capito che la mia voglia di andare in giro in moto era tanta..
Così alle 9.30 eravamo pronti per partire.. e per collaudare i nuovi caschi.. poi c’era un che di speciale nella giornata di ieri..
Un amico tornava in sella dopo due mesi.. e un incidente che, come spesso succede, ci fa pensare che non vale la pena rischiare così tanto per andare in moto..
Ma poi la passione torna ad affacciarsi.. e non riusciamo a trovare più nessuna ragione per non ricomprare una moto.. e risalirci in sella..
Il ritrovo con gli amici è alle 10.30.. nei pressi del lago di Lecco.. alle 11 si parte.. le strade sono ancora un po’ bagnate dalla pioggia.. specie nei punti all’ombra.. l’andatura è abbastanza tranquilla.. ci sono in giro molti ciclisti.. e bisogna fare attenzione.. solo a tratti riesco a godermi un po’ il panorama.. per il resto occhi sulla strada.. per evitare macchie di umido ed eventuale brecciolino..
All’una circa ci fermiamo a Colico per un panino.. e ci raggiungono due elementi disturbatori della compagnia.. almeno per me.. ma credo si sia poi riflettuto anche sull’umore degli altri.. anche se tutti cercavano di non darne a vedere.. Accompagnati da una coppia di loro amici.. la cui moto era colorata come una da Motogp.. il proprietario doveva essere un qualche emulo di Valentino Rossi o Gibernau e compagnia bella..
Fatto sta che quando siamo ripartiti da Colico in direzione Lugano.. la velocità è aumentata esponenzialmente.. non so se perché gli altri della compagnia volevano mettere alla prova il nuovo arrivato con la moto sportiva.. non so se perché la tensione celata doveva essere sfogata..
Fatto sta che mi son trovato più volte.. a guardare la lancetta del tachimetro.. specie quando incrociavo i cartelli con il limite di velocità di 50 km/h e la lancetta oscillava quasi sempre tra i 100 e i 120..
L’andatura era decisamente da pirati della strada.. ma non mi sono mai trovato in difficoltà.. o in situazioni di pericolo vere e proprie.. anche se la velocità lo era di per sé.. ma queste continue accelerate e conseguenti frenate.. questo aver i sensi allarmati per dover stare attento ancor di più a buche sulla strada.. macchine che sopraggiungevano.. a calcolare tempi di reazione sempre più corti..
Ma ne vale la pena? Di fare gite in moto di questo tipo per stare insieme agli amici?
Quando siamo arrivati a Lugano.. gli altri si sono fermati per una passeggiata sul lungo lago..
Noi li abbiamo salutati.. e siamo rientrati.. e pensavo a tutto ciò mentre ad un andatura molto più tranquilla.. percorrevo le curve lungo il lago fino a Ponte Tresa..
Riuscendo a gustarmi il panorama di alcuni scorci del lago nei tornati.. a meravigliarmi di quanto potesse essere verde l’erba in un prato lungo la Val Ganna.. e notare il volo, a poche decine di cm dal suolo, di un corvo..
March 20 …finalmente!!Questa domenica non c’era il vento fortissimo di domenica scorsa.. e non c’era nemmeno il sole come domenica scorsa.. il cielo è stato per quasi tutto il giorno abbastanza grigio.. quando mi sono alzato e ho guardato fuori dalla finestra.. avevo paura ad accendere il cell.. perché temevo di ricevere un sms da Aldo con scritto.. ‘qui piove.. dobbiamo rimandare il giro..’
Invece no.. alle 9.30 eravamo pronti.. il motore di Alkadia borbottava tranquillo.. chissà se anche lei pensava che questo sarebbe stato veramente il primo giro.. perché i pochi km fatti durante l’autunno scorso.. e il gelido inverno.. che sta per finire.. non erano stati sufficienti per farci affiatare..
Chissà se, appunto, anche lei era agitata come lo ero io? Io lo ero per due motivi.. quello che mi preoccupava di più era… cosa succede se mentre sono in curva mi viene una di quelle vertigini? Non sono solo in sella.. non mi perdonerei mai.. se le succedesse qualcosa per colpa mia.. perché non ho voluto dirle.. ‘non sono nelle condizioni psicologiche per andare in moto..’
Alla partenza ero molto teso.. sentivo il cuore che rimbombava dentro il casco.. Aldo ci aspettava alle 11 a Serravalle.. e dopo nemmeno 2 km di tangenziale.. è tutto bloccato a causa dei lavori in corso..
‘incominciamo bene..’ mi sono detto..
non c’era nemmeno la corsia di emergenza da poter sfruttare.. quindi è stato un passare in mezzo alle macchine.. uno sfiorar specchietti.. e con l’agitazione che avevo addosso.. ad un certo punto stavo per lasciarci le due borse contro due macchine.. se Francesca non mi avesse avvisato.. avrei combinato un bel guaio..
superati i lavori in corso l’autostrada era tutta libera.. ho fermato la lancetta del contakm a 130 e man mano che i km passavano la mia agitazione si stemperava.. Alkadia viaggiava sicura.. e il rumore regolare del suo motore.. rendeva regolare anche il mio motore interno.. arrivati a Serravalle, Aldo e Marina ci aspettavano appena fuori dal casello.. dopo esserci salutati calorosamente, erano 4 mesi che non ci vedevamo, e aver sentito Aldo criticare Alkadia.. perché assomiglia più ad uno scooter.. che ad una moto.. che ha troppa plastica.. e cose del genere.. dettate più da una certa bonaria.. invidia.. partiamo per il vero giro.. non km e km di strada diritta.. come quella appena fatta.. ma km e km di curve e contro curve..
Il paesaggio oltre la visiera.. era ancora decisamente invernale.. non un fiore sui prati.. non un germoglio sugli alberi..
E allora mi sono concentrato quasi esclusivamente sulla guida.. sul sentire le reazioni di Alkadia.. sull’assecondarla quando io avrei voluto impostare la curva in un modo.. mentre lei mi chiedeva di fidarmi.. e di lasciarla fare..
Sul sentirla scivolare in curva dolcemente.. piegando fino a stupirmi di quanto vicino potesse essere l’asfalto..
Nel cercare di tenerla giù.. in traiettoria.. spingendo sul manubrio.. quando la forza centrifuga avrebbe voluto farla uscire per la tangente..
Km dopo km i cattivi pensieri hanno lasciato il posto a… nessun pensiero.. non ricordo proprio a cosa ho pensato.. i pensieri cambiavo ad ogni curva.. perché ogni curva era diversa da quella appena passata..
Alle 17 abbiamo salutato Aldo e Marina.. Alkadia correva di nuovo sicura sulla corsia centrale dell’autostrada..
Le nuvole avevano lasciato il posto ad un tiepido sole.. che.. già basso sull’orizzonte.. colorava la campagna di quella luce tutta speciale..
E mentre mi riempivo gli occhi di quella luce pensavo..
…finalmente!!
March 17 @Yaya..hai ragione sai.. festeggiare un anno di blog.. scrivere che il viaggio continua.. e poi.. invece.. nulla..
il fatto è che mi manca, come si suol dire.. l’ispirazione..
no anzi.. a dir la verità.. non sono proprio nella condizione psicologica adatta per scrivere qualcosa.. o almeno qualcosa che faccia scaturire delle emozioni.. positive..
perché in questo periodo le mie emozioni non lo sono.. non capisco se sia un malanno psicologico.. stress.. nervoso.. insoddisfazione..
o un malanno fisico.. ma da circa un mese non sono affatto tranquillo.. quel mix di positività.. di ottimismo.. di benessere fisico.. che ti permettono di vivere “serenamente”.. si è spezzato..
e se prima ne avevo solo il sentore.. ora ho capito di essere decisamente ipocondriaco.. chissà forse perché sono uno che difficilmente si ammala.. non ho mai mal di denti.. non ho mai sofferto di mal di testa.. mai avuto il mal di schiena.. almeno fino a qualche mese fa..
e quindi.. ora che il mal di schiena mi tormenta un po’.. ora che da circa un mese ho delle strane vertigini..
la mia mente.. non smette un solo secondo di pensare.. di prestare attenzione ai segnali del corpo.. alle leggere fitte che la schiena invia al cervello.. ai più piccoli segni di ‘sbandamento’.. che il sistema vestibolare annota..
e tutto questo mi crea un forte senso di disagio.. che riesco a tenere a bada.. a ricacciare in un angolo della mente.. solo quando sono impegnato a fare altro..
per questo sto tenendo le dita incrociate affinché questo week end ci sia un po’ di sole.. perché così potrò salire in sella alla mia Alkadia per svuotare il cervello da tutti i pensieri e le sensazioni negative..
e riempirlo invece delle emozioni positive che guidare la moto mi da.. perché quando sono in sella.. una parte del cervello è impegnata a guardare la strada.. e i suoi pericoli.. una parte a ‘sentire’ la moto.. nel tentativo di guidare il meglio possibile.. di entrare in simbiosi con lei..
mentre una parte è impegnata.. con lo sguardo.. con l’olfatto.. a ‘sentire’ i segnali della terra che si sveglia.. la natura che rinasce.. un piccolo fiore che spunta tra l’erba.. una gemma sul ramo di un albero.. il profumo della terra lavorata da poco per prepararla alla semina..
prendendo spunto da un post scritto da mia moglie proprio oggi..
vorrei poter non prestare attenzione.. ai segnali del corpo.. per poter minimizzare le sensazioni che arrivano alla mente..
March 10 One year of.. blogL’altro giorno ho riletto il primo post.. scritto su questo blog.. e mi ha fatto sorridere rileggerlo.. e ripensare a quanto perplesso ero nell’iniziare questo viaggio.. un esperienza bella devo dire.. tutto sommato.. inoltre.. con la facilità con cui mi stufo delle cose.. non avrei mai pensato che potesse durare tanto..
Un anno della mia vita.. che si potrebbe anche condensare in un numero.. che possa darne un valore..
Quanto peserà (in termini di Mb) il mio blog? Un anno della vita? A giudicare dallo spazio che occupano le foto.. meno di 30 Mb.. ma le foto costituiscono molto più di un anno della mia vita..
Se guardo il file di word in cui ho scritto tutti i post fino ad ora pubblicati.. anche se qualcuno non l’ho mai pubblicato.. meno di 700 Kb.. 166 pagine.. forse 167 alla fine di quello che sto scrivendo..
Beh.. mi vien da dire che un anno della mia vita.. è proprio poco.. in termini cibernetici..
Una piccola stella nell’immenso universo..
Ma se cerco di misurarlo.. questo anno.. in termini di emozioni vissute.. quanto sarà?
Quanto varrà?
Beh.. per quel che mi riguarda.. la piccola stella si trasformerebbe in una galassia..
Di sensazioni.. di emozioni.. di sorrisi.. di lacrime.. di speranze e delusioni..
Tutto iniziato per gioco.. così come per gioco.. il titolo che circa un anno fa.. è venuto naturale.. senza stare a pensarci troppo..
‘Cosa avresti voluto fare da grande?’ ‘L’astronauta’ fu la mia risposta..
molti mondi ho visitato.. alcuni di loro risultarono inospitali.. alcuni invece rigogliosi di vita.. e cose da scoprire..
da altri.. nel giro di poco.. dopo aver esplorato la superficie per lungo tempo.. e avermi affascinato.. interessato.. incuriosito.. me ne sono allontanato tanto quasi da non riuscire più a ritrovarne la rotta..
e anche una volta ritrovata.. l’atterraggio non è stato più possibile.. portandomi a cancellare quella parte delle mie mappe stellari..
dopo un viaggio lungo un anno.. non ho visitato che una minuscola parte di questo universo.. molto ancora resta da scoprire.. da vivere.. da percepire.. e da emozionare..
il viaggio continua..
February 10 Quando si dice voglia di moto...Oggi proprio non ce l'ho fatta..
poco dopo le undici ho mandato tutti a quel paese.. mi sono infilato il casco in testa.. e sono uscito dall'ufficio imboccando la Val Tidone..
lo scopo era farsi un giretto.. qualche curva nelle strade in mezzo ai campi.. fino al ponte sul Po..
il sole è bellissimo.. e scalda abbastanza.. arrivo sul ponte del Po che non è nemmeno mezzogiorno.. vabbè ancora qualche km.. fino a Borgo Valtidone.. poi torno indietro..
ma a Borgo Valtidone iniziano le prime curve che portano al Penice.. dai ne faccio qualcuna.. poi torno indietro..
alle 12.20 mi accosto lungo la strada.. chiamo mia madre e le dico.. "non vengo a pranzo.. vista la bella giornata mi faccio un giretto in moto.."
la strada è bella a metà della salita il sole è ancora caldo e ci sono 10°.. ma man mano che si sale la neve abbaglia sempre più e le pendici della montagna sono coperte da uno spesso strato..
gli ultimi 4 km per arrivare al passo invece sono da fare con la massima attenzione.. la strada è larga quanto una corsia per un auto.. e l'asfalto non si vede praticamente più.. coperto da uno strato di sabbia.. sale.. ghiaietto.. il tutto reso viscido dalla neve che si sta sciogliendo..
In cima al passo.. dove in altra stagione il parcheggio è stra pieno di moto.. oggi ci sono solo cumuli di neve e due pulman di ragazzi venuti a sciare.. e la temperatura è di 4°..
ringrazio San Colombano, protettore dei motociclisti, la cui statua è sul piazzale, per avermi fatto arrivare fin là e faccio un voto.. affinchè la strada nel scendere sia un po' meglio..
risalgo in moto e scendo verso Varzi.. e ahimè San Colombano aveva altro da fare.. perchè i primi km di discesa non sono molto meglio degli ultimi di salita.. ma dopo poche curve la situazione migliora..
il sole torna a scaldare e la strada solo a tratti presenta un po' di ghiaia.. Alkadia danza tra le curve che man mano che si scende si fanno sempre più ampie e puite..
Poco dopo le 15 sono di nuovo in ufficio..
la voglia di lavorare non mi è venuta.. però mi sono tolto un po' di quella di andare in moto..
![]() February 08 What a feeling!!!Oggi per la prima volta dopo... non ricordo nemmeno più quanti anni.. almeno 2 credo.. sono tornato a nuotare in piscina..
Nuotare è stato il primo sport che ho fatto in assoluto.. quando andavo alle elementari mia madre portava me e mia sorella al corso di nuoto..
Poi ho fatto diversi altri sport.. sci.. tennis.. windsurf.. poi palestra.. tutti mi hanno appassionato per qualche tempo.. ma poi mi hanno stufato..
No.. a dir la verità lo sci non mi ha mai stufato.. solo che anche per quello.. sono più di due anni che non metto gli sci ai piedi..
Il nuoto però.. è il solo sport che ho praticato più di tutti.. anche se a fasi alterne.. L’acqua è sempre stata il mio elemento preferito.. forse più dell’aria..
Questa mattina devo dire ero un po’ teso.. riprendere a fare sport.. dopo due anni di vita sedentaria.. mi faceva pensare… se ne sarei stato ancora capace.. di nuotare..
Poi.. quante vasche sarei riuscito a fare.. prima che mi scoppiassero i polmoni? O il cuore..
Poco dopo le 12 sono entrato nella piscina.. la stessa che due anni fa mi vedeva dalle 2 alle 3 volte alla settimana..
Immergermi in vasca e farmi 30-40 vasche senza troppo apparente sforzo..
E appena entrato.. il caldo umido mi ha avvolto.. e subito la tensione è svanita.. il calore e l’umidità hanno dilatato i pori della pelle..
E come se fossero state aperte delle valvole di sfogo.. la tensione è calata..
Immergersi nell’acqua, anche troppo calda forse.. è stato piacevole..
I vapori di cloro che aprivano le narici..
Il sapore di cloro sulle labbra..
La mia miopia corretta, in parte, dalla più naturale delle lenti..
Un bel respiro e via…
Che sensazione!!
February 05 Il cuore rivelatore..“Questo è vero, sono un uomo nervoso, spaventosamente nervoso, e lo sono sempre stato…. Come in principio l’idea mi venne non è possibile dirlo; ma una volta che mi entrò in testa ne fui ossessionato notte e giorno. … Conoscevo quel suono. Per notti e notti, alla mezzanotte in punto, mentre il mondo dormiva, era sgorgato dal mio petto a scuotere con la sua eco terribile i terrori che mi ossessionavano.
… e io riconobbi quel rumore. Era il cuore del vecchio che batteva. E, come il rullo del tamburo eccita il coraggio dei soldati, quel suono esasperò il mio furore.
…
mi doleva il capo, e mi pareva d’avvertire un battito alle orecchie.
Il battito, una specie di tintinnio, si fece più distinto; e mi diedi a parlare più che potei per non sentirlo; ma esso tenne duro, e prese un carattere ben definito, tanto che infine compresi che non lo avevo dentro le orecchie.
…
Il rumore aumentava sempre, che potevo fare? Era un sordo e intermittente rumore soffocato, come un orologio inviluppato nel cotone. Respiravo a fatica…
Diventava più forte, più forte e gli uomini chiacchieravano sempre, scherzosi e sorridenti. Era possibile che non sentissero? Dio onnipossente; no, no, essi sentivano, sospettavano, essi sapevano e si divertivano al mio terrore, così mi parve e lo credo tuttora.
…
e intanto, ecco, lo sentite? Ascoltate, si fa più forte! Più forte, più forte, sempre più!
<Miserabili!> gridai. <Smettetela di fingere! Confesso tutto! Togliete lì, quelle assi! È lì sotto! È il suo terribile cuore che batte!>
Uno dei racconti di Edgar A. Poe che mi è tornato alla mente..
Un racconto che angoscia.. ne ho riportati qui solo alcuni pezzi..
La storia racconta di un uomo, ossessionato, che, sembra per un motivo futile, uccide un vecchio, suo coinquilino e ne nasconde il cadavere dietro ad alcune assi che rivestono una nicchia di una parete della camera da letto..
Ma all’arrivo della polizia, come se fosse risorto, il battito del cuore della vittima lo ossessiona di nuovo..
Un battito che dapprima sente nelle sue orecchie.. ma che poi è ovunque..
E come può il battito del cuore ossessionare?
Il battito del cuore dovrebbe far sentire vivi.. dovrebbe emozionare..
Dovrebbe calmare e assopire..
Ma da qualche tempo a questa parte per me non è così..
Vorrei che non venisse mai sera.. mai notte.. vorrei poter stare impegnato sempre.. lavorare.. parlare.. pensare a quello che devo fare..
Al viaggio che sto per fare.. alle cose da preparare..
Ai prossimi giri in moto che vorrei progettare..
Il buio della notte mi spaventa.. il silenzio della notte mi angoscia..
Perché nel buio e nel silenzio della notte…
Il rumore aumenta sempre, che posso fare? È un sordo e intermittente rumore soffocato, come un orologio inviluppato nel cotone. Respiro a fatica…
È il mio terribile cuore che batte!
January 11 Buona strada Nuvy!!!Poco fa sono stato informato che Nuvy ha trovato un nuovo proprietario..
Spero tanto che le voglia bene come gliene ho voluto io..
chissà se mai mi capiterà di incrociarti lungo le strade del mondo...
![]() January 05 Me, my self and I“Quando smetto di lavorare e prendo la moto, metto il casco e parto, non importa se è stata una giornata bella o brutta. Senza telefono, senza stereo e senza l’obbligo di stare in mezzo al traffico quaranta minuti a pensare a ciò che è successo durante il giorno, sono obbligato a concentrarmi a tal punto sulla guida e sul percorso e a fare attenzione che nessuno mi venga addosso, che quando arrivo a casa la mia mente è libera da tutti i problemi. Il motociclismo mi dà l’anonimato, cosa che non capita spesso nella vita. È una fuga dagli sguardi della gente. Quando corro in moto con il casco, sono uno qualsiasi e questo è bello. Ma, soprattutto, sento che c’è qualcosa che mi manca da morire, se non riesco a guidare la moto tutti i giorni: la concentrazione e l’aver di mira un unico scopo; il desiderio di guidare bene: prendere una curva in velocità senza perdere il controllo ed eseguendo la manovra alla perfezione, entrare nel ritmo e vincere la battaglia tra la testa che dice di fare una cosa, la moto che vuole che se ne faccia un’altra e il corpo in mezzo. Entro in casa e sono calmissimo.
…
In ogni modo, guidare la moto non è solo correre alla velocità della luce. È anche avere pazienza, macinare chilometri a ritmo costante, percorrere le autostrade, lasciare che la strada ti prenda e ti porti dove vuole senza preoccuparti della destinazione, godendoti solo il viaggio.” Tratto da: Long way round Ed. Mondadori
Sono salito in sella ad Alkadia.. il casco in testa.. lascio che la strada mi porti dove vuole senza preoccuparmi della destinazione..
Solo con me stesso..
l'Astronauta
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